Lettera a Luca Attanasio

Un diplomatico che avrei sempre voluto.
Caro Luca, perdoni la confidenza ma dopo averla vista sorridente in maglietta con alcuni ragazzini congolesi non posso che pensare a lei come a un amico, un uomo come tutti noi, non un diplomatico rappresentante delle istituzioni.

So che lei è stato console in Marocco anni fa. Mi dispiace non averla incontrata allora ma ho letto molti commenti positivi ed entusiastici sulla sua persona a cui mi associo virtualmente.

Nella scorsa primavera ci furono numerosi problemi di rimpatrio dei nostri connazionali in Marocco poco o nulla ascoltati che diedero adito anche a manifestazioni davanti al Consolato di Casablanca e vi fu anche una interpellanza parlamentare a tal proposito. Sicuramente i responsabili di questa e altre inefficienze, non sono solo il Console ma anche l’intera struttura del Consolato e forse anche la Farnesina, poco sensibile ai nostri problemi.

In quell’occasione scrissi quattro righe, che esprimono il mio ideale di rappresentante diplomatico in un paese che non riceve probabilmente l’attenzione politica che esso merita. Le pubblicai nel pagina Facebook della nostra associazione.

SE IO FOSSI CONSOLE

Mi sveglierei al mattino presto e senza abiti di cerimonia inizierei a organizzare il lavoro del consolato cercando di rispondere a più persone possibile, utilizzando telefono, email e ogni forma di messaggistica.

La gente spesso capisce che qualcuno si interessa dei propri problemi anche quando non può risolverli subito. Un carezza anche virtuale incoraggia e rasserena. Bombarderei di chiamale la Farnesina e anche le autorità marocchine per avere risposte. Quando vi è una protesta all’esterno uscirei per parlare alla gente. Telefonerei a persone di cui mi fido per chiedere collaborazione.. Vorrei che tutti dicessero: l’Italia ci è vicina…